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A metà degli anni trenta il Circolo Tennis Firenze, per aumentare il numero dei soci, decise di costruire una piscina. L’incarico di realizzarla fu dato all’architetto Gherardo Bosio, uno dei massimi esponenti del razionalismo italiano, che aveva già realizzato per il Golf dell’Ugolino una Club House considerata oggi una delle massime espressioni dell’architettura sportiva degli anni trenta.

La sua morte prematura nel ’42 gli impedì di portare a termine importanti progetti urbanistici in Italia e all’estero. Nel 1935, sempre per il golf, Bosio aveva realizzato una piscina che sarà poi presa a modello per quella del tennis costruita nel 1939. Nell’esecuzione e in parte al progetto partecipò con la sua impresa l’ architetto e ingegnere Pierluigi Nervi specialista di costruzioni in cemento armato, che sarà uno dei protagonisti dell’architettura italiana del dopoguerra. Nel 1932 Nervi aveva già realizzato lo Stadio Comunale con la famosa pensilina, divenuto poi monumento nazionale.

La piscina del Tennis Firenze, bellissimo esempio di architettura razionalista, è lunga 25 metri per 12,5. È un invaso di cemento rivestito originariamente di tessere di ceramica di colore celeste. La profondità massima è di metri 3,75. Il trampolino di metri 3,5 in cemento armato con conglomerato ad alta resistenza, progettato da Nervi e Bosio, unisce genialmente in una soluzione continua l’elemento della scaletta con quello della piattaforma. In uno spazio adiacente, sempre su progetto di Bosio, le cabine spogliatoi, costruite in mattone e intonacate in cemento. Intorno alla piscina, un pavimento a quadroni di pietra artificiale: elementi tuttora esistenti. L’equilibrio rigoroso delle proporzioni e la modernità delle soluzioni raggiunte danno un risultato di grande armonia ed eleganza e la rendono ancora attuale dopo più di sessant’anni.